Di fronte alle proteste dei clienti di dette banche, il Ministro Padoan annuncia interventi umanitari, come si trattasse di una calamità naturale. Anche il severo economista diventa buonista?
Si chieda un congruo contributo ai dirigenti responsabili della malagestione.
martedì 8 dicembre 2015
L'arma di espansione dell'Islam in Occidente, è il petrolio. Perchè?
Nel dopoguerra il petrolio si è affermato come la prima fonte energetica ed ha consentito lo sviluppo gigantesco dell'economia occidentale.
Ma gran parte dei giacimenti petroliferi si trova in Medio Oriente.
Per un lungo periodo essi erano direttamente controllati dai Paesi coloniali.
Gradualmente, a seguito di lotte e conflitti, detto controllo è passato ai Paesi produttori ( Arabia Saudita, Iraq, Iran, Libia , ecc.),
Il fatto che detti Paesi fossero islamici ed in possesso di illimitate risorse finanziarie ha innescato un processo irresistibile ed incontrollato di espansione dell'Islam nei Paesi importatori e soprattutto in Europa,
Queste sono le ragioni di fondo del fenomeno delle migrazioni di islamici. I cosiddetti migranti islamici hanno sempre il supporto, oltre che dei paesi ospitanti, anche dei paesi islamici esportatori del petrolio.
L'islamizzazione in corso in Europa è una conseguenza del modello di sviluppo economico
basato sul petrolio.
Negli anni '50 del secolo scorso si era proposta la fonte nucleare, proprio per ridurre la dipendenza dal petrolio. Ma i fautori del petrolio hanno prevalso.
Ma gran parte dei giacimenti petroliferi si trova in Medio Oriente.
Per un lungo periodo essi erano direttamente controllati dai Paesi coloniali.
Gradualmente, a seguito di lotte e conflitti, detto controllo è passato ai Paesi produttori ( Arabia Saudita, Iraq, Iran, Libia , ecc.),
Il fatto che detti Paesi fossero islamici ed in possesso di illimitate risorse finanziarie ha innescato un processo irresistibile ed incontrollato di espansione dell'Islam nei Paesi importatori e soprattutto in Europa,
Queste sono le ragioni di fondo del fenomeno delle migrazioni di islamici. I cosiddetti migranti islamici hanno sempre il supporto, oltre che dei paesi ospitanti, anche dei paesi islamici esportatori del petrolio.
L'islamizzazione in corso in Europa è una conseguenza del modello di sviluppo economico
basato sul petrolio.
Negli anni '50 del secolo scorso si era proposta la fonte nucleare, proprio per ridurre la dipendenza dal petrolio. Ma i fautori del petrolio hanno prevalso.
sabato 5 dicembre 2015
Per risolvere la crisi in Medio Oriente ed in Libia: affidiamo pro tempore all'ONU i pozzi petroliferi contesi!
Come tutti sanno, la crisi che ha investito il Medio Oriente e la Libia è originata principalmente dalla contesa per assicurarsi la proprietà o lo sfruttamento dei pozzi petroliferi. Contesa che ha determinato la guerra in Iraq e conflitti sempre più violenti nell'area. Recentemente si è affacciato come temibile concorrente lo Stato Islamico, con la componente terroristica.
L'ONU si trova sul posto, ma sino ad ora senza successo.
La proposta che qui presento al mondo politico internazionale è concettualmente semplice:
Affidiamo pro tempore il controllo e la gestione dei pozzi petroliferi fuori dalla giurisdizione degli Stati sovrani all' ONU stesso. Soprattutto i pozzi sul territorio dell'Iraq, ma fuori dal suo controllo e quelli in Libia.
In questo modo si toglierebbe ai diversi contendenti la materia del contendere.
Nel frattempo in sede ONU si risolverebbero le vertenze ed i contenziosi fra i diversi operatori nell' area aventi diritto alla gestione dei pozzi stessi.
E si sospenderebbero i bombardamenti dei pozzi, con inevitabili vittime innocenti e gravi danni a carico della comunità locale ed internazionale.
L'ONU si trova sul posto, ma sino ad ora senza successo.
La proposta che qui presento al mondo politico internazionale è concettualmente semplice:
Affidiamo pro tempore il controllo e la gestione dei pozzi petroliferi fuori dalla giurisdizione degli Stati sovrani all' ONU stesso. Soprattutto i pozzi sul territorio dell'Iraq, ma fuori dal suo controllo e quelli in Libia.
In questo modo si toglierebbe ai diversi contendenti la materia del contendere.
Nel frattempo in sede ONU si risolverebbero le vertenze ed i contenziosi fra i diversi operatori nell' area aventi diritto alla gestione dei pozzi stessi.
E si sospenderebbero i bombardamenti dei pozzi, con inevitabili vittime innocenti e gravi danni a carico della comunità locale ed internazionale.
venerdì 4 dicembre 2015
Come tutti sanno ma non dicono, il grande protagonista del Medio Oriente e non solo è il petrolio. Le grandi potenze con i loro feudi rischiano la guerra mondiale, per assicurarsi il controllo delle immense riserve di petrolio e di gas..
La caduta dei regimi di Saddam e di Gheddafi da parte degli Stati Uniti ha creato una instabilità gigantesca nell'area ed un vuoto immenso, reso ancora più drammatico dallo sciagurato ritiro di Obama, per ragioni elettorali, dall'Iraq.
Nell' area si sono precipitati o si sono mobilitati tutti i principati operatori energetici del mondo:
dall' Arabia Saudita alla Russia, alla Turchia, ad Israele, all'Iran, alla Francia, alla Germania, alla Gran Bretagna, ecc., sino alla Cina. In posizione di retroguardia gli Stati Uniti per ragioni elettorali e l'Italia per la sua vocazione neutralista. Inoltre proliferano gruppi terroristici di matrice islamica, fra cui in testa l'Isis, che si propaga in Africa e punta sull'Europa, usando come teste di ponte la penisola italiana ed i Balcani.
Ci sono tutti i presupposti per una deflagrazione mondiale; ma forse no, per eccesso di operatori, che si elidono a vicenda.
Comunque il caos è garantito.
Finché il petrolio sovrano non ristabilirà la pace con una ripartizione delle risorse, che accontenti i più forti contendenti e mortifichi i soliti consumatori perdenti.
Nell' area si sono precipitati o si sono mobilitati tutti i principati operatori energetici del mondo:
dall' Arabia Saudita alla Russia, alla Turchia, ad Israele, all'Iran, alla Francia, alla Germania, alla Gran Bretagna, ecc., sino alla Cina. In posizione di retroguardia gli Stati Uniti per ragioni elettorali e l'Italia per la sua vocazione neutralista. Inoltre proliferano gruppi terroristici di matrice islamica, fra cui in testa l'Isis, che si propaga in Africa e punta sull'Europa, usando come teste di ponte la penisola italiana ed i Balcani.
Ci sono tutti i presupposti per una deflagrazione mondiale; ma forse no, per eccesso di operatori, che si elidono a vicenda.
Comunque il caos è garantito.
Finché il petrolio sovrano non ristabilirà la pace con una ripartizione delle risorse, che accontenti i più forti contendenti e mortifichi i soliti consumatori perdenti.
L' AEA - l'Agenzia Europea dell'Ambiente - ha comunicarto in un recente rapporto che l'Italia avrebbe registrato 84.400 decessi nel 2012Una notizia così allarmante è circolata senza reazioni da parte del governo italiano e delle autorità competenti. Per fortuna è una notizia infondata. Ma a chi spetta rassicurare l'opinione pubblica e smentire ufficialmente detta notizia che nuoce gravemente all'immagine del nostro Paese ed al turismo?.
E' incredibile che notizie di questo tipo siano diffuse dai media, nel silenzio totale del governo e delle autorità preposte! Se così fosse, si dovrebbe proclamare lo stato di emergenza nazionale. Invece, niente: silenzio assoluto.
Questa è un'ulteriore prova del comportamento superficiale, dilettantesco ed irresponsabile del governo e degli enti preposti alla protezione dell'ambiente..
Ma in casi così evidenti di carenza governativa, non dovrebbe intervenire il Presidente della Repubblica?
Questa è un'ulteriore prova del comportamento superficiale, dilettantesco ed irresponsabile del governo e degli enti preposti alla protezione dell'ambiente..
Ma in casi così evidenti di carenza governativa, non dovrebbe intervenire il Presidente della Repubblica?
giovedì 3 dicembre 2015
La politica estera del governo Renzi in Medio Oriente ed in Libia, al rimorchio di quella fallimentare di Obama, porta gravi danni alla sicurezza ed all'economia del nostro Paese.
La contraddizione è clamorosa: non si può essere isolazionisti e nel contempo rispettare gli impegni, non formali ma morali, della coalizione a cui apparteniamo.
E' vero che il machiavellismo è nato nella terra di Renzi. Ma i tempi sono cambiati e le sfide che oggi dobbiamo affrontare sono a livello planetario.
La contraddizione è clamorosa: non si può essere isolazionisti e nel contempo rispettare gli impegni, non formali ma morali, della coalizione a cui apparteniamo.
E' vero che il machiavellismo è nato nella terra di Renzi. Ma i tempi sono cambiati e le sfide che oggi dobbiamo affrontare sono a livello planetario.
Dopo le prove fornite dalla Russia sulle collusioni fra la Turchia e l'Isis, il sostegno di Obama alla Turchia è indifendibile.
Obama ha commesso gravissimi errori strategici, diplomatici e militari, dal Medio Oriente alla Libia, e non solo, che pesano anche sull'Europa. Ma ora il suo sostegno alla Turchia, che fa affari con l'Isis, ha superato il segno. Non ci può essere nessun compromesso con i tagliagole!.
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